Le Baleari sotto assedio: la biscia ferrosa sta invadendo le isole. Questi serpenti non sono solo un’incognita per la biodiversità locale, ma minacciano anche specie endemiche di grande valore ecologico. Una situazione che richiede attenzione immediata e azioni concrete.
La biscia ferrosa: un superpredatore in un ecosistema fragile
La biscia ferrosa, conosciuta come “Hemorrhois hippocrepis”, è stata accidentalmente introdotta alle Baleari principalmente attraverso l’importazione di grandi ulivi ornamentali dalla penisola Iberica. Questo serpente ha colonizzato rapidamente Ibiza e Formentera, dove prospera senza concorrenti naturali.
Il risultato? Un’azione predatoria implacabile su specie locali, in particolare sulle lucertole delle Pitiuse, specie endemiche e vulnerabili. La biodiversità insulare è in crisi e gli equilibri rischiano di crollare a breve.
Mai visto serpenti nuotare con tanta abilità tra un’isola e l’altra, a caccia di prede. Un’invasione silenziosa e subdola che fa tremare gli ecologi.
L’impatto sull’ecosistema e la scomparsa delle lucertole
Le lucertole ‘Podarcis pityusensis’, simbolo naturale delle Baleari, sono in declino. Da anni la presenza massiccia della biscia ferrosa ha causato estinzioni locali su diversi isolotti. Questi rettili svolgono funzioni cruciali, come il controllo degli insetti e la dispersione dei semi.
Privare l’ecosistema di queste specie significa indebolirlo drasticamente. Senza le lucertole, gli insetti proliferano e si altera il ciclo naturale. È una catena che si rompe proprio nel cuore delle isole.
Interrompere questa catena negativa richiede azioni immediate, che vadano oltre le semplici catture sporadiche.
Origine e cause dell’invasione: i grandi ulivi come vettore
Non è un caso che la biscia ferrosa abbia fatto il suo ingresso proprio alle Baleari così efficacemente. Introdotti come alberi ornamentali, gli ulivi provenienti dalla penisola portaerano spesso serpenti nascosti nelle loro radici o nei pacciamanti.
Un’azienda di giardinaggio di Sant Llorenç de Balàfia è finita nel mirino. Diverse segnalazioni indicano serpenti tra le esportazioni di piante già radicate. Il tutto mentre alcune aree venivano rimboschite con specie non autoctone, peggiorando il problema.
È la dimostrazione di quanto una scelta produttiva, apparentemente innocua, possa diventare una bomba ecologica. Visti i danni, la gestione delle importazioni deve essere riveduta seriamente e subito.
Il fallimento delle misure attuali e l’urgenza di nuovi interventi
Dal 2016 sono stati catturati oltre 12.000 esemplari, ma il trend continua a crescere. Le misure introdotte per limitare l’importazione di piante negli periodi di nidificazione dei serpenti sono arrivate troppo tardi e sono insufficienti. La biscia ferrosa si è ormai saldamente insediata.
Serve un cambio di passo. Purtroppo l’inazione costa cara: già decine di isolotti hanno perso le loro specie autoctone di lucertola. I danni all’ecosistema potrebbero diventare irreversibili.
Bisogna mettere in campo strategie di contenimento efficaci e immediate. Stop al bla-bla, passiamo all’azione!
Source: fr.news.yahoo.com
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