Se siete ultrasettantenni e avete un’assistente domiciliare, preparatevi a fare i conti con delle spese più salate. Il governo ha alzato l’età a 80 anni per beneficiare dell’esonero dei contributi sociali, una sorpresa che rischia di sconvolgere tante famiglie. E attenzione, perché questa novità ha effetto retroattivo dal primo gennaio 2026!
Il cambio che pesa sulle tasche dei senior che assumono un’assistenza domestica
Prima, solo a 70 anni il datore di lavoro privato evitava i contributi sulla busta paga dell’aiuto in casa. Meno spese, più tranquillità. Oggi, invece, questo sconto è stato riservato solo agli over 80. Per tutti gli altri, la situazione cambia di parecchio.
Questo significa che se avete, per esempio, un’assistente domiciliare per 20 ore al mese, dovrete mettere in conto un aumento del 15-20% della spesa. Quindi, tra i 20 e i 40 euro in più mensili. Non uno sconto da poco! E se già pagate, la beffa continua, dato che dovrete regolarizzare anche i mesi passati di quest’anno. Fino a 160 euro extra da sborsare.
Quando l’esonero resta, anche se non siete così ‘vecchi’
Non è tutto buio, qualche luce c’è. Alcune persone, indipendentemente dall’età, possono ancora usarlo. Parliamo di chi ha l’APA, la Prestazione di compensazione del handicap, o una gravissima disabilità riconosciuta. Lo stesso vale per chi ha una ridotta capacità lavorativa o genitori con un bambino disabile.
Ecco un dettaglio importante: se appartenete a una coppia e uno dei due ha compiuto 80 anni, il datore di lavoro beneficia dell’esonero. Insomma, l’età si ‘condivide’ in certi casi, evitando di perdere del tutto il vantaggio.
Da dove arriva questa scelta “amara” del governo
Non è solo una questione di voler risparmiare sulle spese pubbliche. Dietro questa decisione c’è il dato inoppugnabile dell’allungamento dell’aspettativa di vita. Molti over 70 stanno benissimo e possono permettersi di pagare il servizio senza aiuti. Quindi, meglio concentrare questa mano tesa su chi davvero fatica.
È un modo per razionalizzare le risorse nel welfare. Pesante, certo, perché per chi ha appena superato i 70 questa novità può sembrare un colpo basso. Ma dietro c’è anche una volontà di sostenibilità economica e una certa sobrietà nella gestione dell’aiuto sociale.
Come continuare a risparmiare anche senza esonero contributi
Attenzione, non si è del tutto scoperti! C’è ancora il credito d’imposta del 50% sulle spese dell’assistente domiciliare. Un bel salvagente fiscale mentre si cerca di mettere ordine alle uscite. Quando fate la dichiarazione dei redditi, ricordatevi di indicare bene queste uscite.
Un consiglio pratico? Tenete sotto controllo i costi e cercate sempre di scegliere servizi locali e di qualità che siano trasparenti sulle tariffe. La giungla degli assistenti può sorprendere, ma una buona informazione evita spiacevoli sorprese.
Source: rmc.bfmtv.com
