In Corsica, i paesaggisti lottano contro un fenomeno che minaccia il loro lavoro: la concorrenza sleale di chi opera fuori dalle regole. Il settore, benché piccolo, è vitale per l’isola. La sfida è mantenere un equilibrio tra tutela ambientale e giusta competizione.
Concorrenza fuori controllo per i paesaggisti in Corsica
Il settore del paesaggio in Corsica conta 310 aziende e circa 700 operatori. Non è un mercato enorme ma è strategico per l’identità e l’ambiente locale. Il problema è la crescita di servizi svolti da chi non rispetta le norme, una pratica che diventa sempre più frequente e difficile da fermare.
Il danno di lavorare senza regole
Molti paesaggisti denunciano una situazione insostenibile. La concorrenza sleale arriva da operatori senza le giuste qualifiche o autorizzazioni. Questo non solo penalizza chi è in regola ma mette a rischio anche la qualità degli interventi e la conservazione del paesaggio.
Julien Riva, presidente di Unep in Alta Corsica, parla chiaro: i controlli sono quasi inesistenti e chiunque può offrire servizi di giardinaggio o sfalcio senza i requisiti richiesti. Così, interi territori rischiano di essere trasformati senza supervisione reale.
Un settore fragile ma fondamentale per l’isola
Nonostante la dimensione ridotta, il comparto genera 35 milioni di euro e si rivolge soprattutto ai privati, che rappresentano il 68% della clientela. È un mercato che vive di fiducia e relazione diretta con il territorio, e subisce il contraccolpo delle pratiche non regolamentate.
Questo crea un doppio danno: la perdita di lavoro onesto e la degradazione dell’ambiente naturale così prezioso in Corsica. La tutela del paesaggio è nel DNA dell’isola, ma senza regole ferme diventa solo un sogno che si allontana sempre di più.
Perché è difficile fermare la concorrenza sleale?
Le motivazioni sono tante. I controlli sono pochi e dispersivi, le sanzioni spesso inefficaci. Molti preferiscono rischiare perché lavorare regolarmente sembra troppo complicato o costoso. Così, si crea un mercato parallelo quasi invisibile, ma con effetti reali.
Chi opera fuori dal quadro normativo tende a offrire prezzi più bassi, attirando clienti sensibili al costo ma ignari dei rischi ambientali e qualitativi. Non solo un problema di concorrenza, ma una questione di rispetto per il territorio e per il lavoro vero.
Verso una regolamentazione più efficace?
Le autorità e le associazioni di categoria sono all’erta. C’è bisogno di un coinvolgimento più deciso per fare rispettare le regole. Non basta una legge sul carta, serve controllo reale sul campo e sanzioni che scoraggino le scorciatoie.
Si parla di campagne informative, controlli mirati e incentive per chi sceglie la via della legalità. In un’isola dove la natura è un bene collettivo, la resilienza passa anche dalla capacità di difendere un mercato giusto e trasparente.
Source: www.corsematin.com
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