Consigli di giardinaggio

Dal taccuino di Ortensie

Gli antichi inserivano sempre una spugna sul fondo dei vasi prima della terra: un trucco da 50 anni

Chi non ha mai visto qualcuno mettere cocci o pietruzze sul fondo di un vaso? Eppure, un trucco semplice come […]

15 Giugno 2026 · 3 minuti di lettura

Chi non ha mai visto qualcuno mettere cocci o pietruzze sul fondo di un vaso? Eppure, un trucco semplice come una spugna è quello che fa davvero la differenza. Gli antichi lo usavano da decenni perché funziona, non serve spendere una fortuna in prodotti complessi!

A volte la semplicità è sottovalutata. Invece, quella spugna nascosta sotto al terriccio agisce come un piccolo serbatoio d’acqua. Davvero un colpo di genio contro la sete delle piante in vaso.

Perché mettere una spugna sul fondo dei vasi aiuta davvero le piante

Le radici delle piante in vaso sono vulnerabili come mai. Non possono andare giù in profondità per cercare acqua. Parliamoci chiaro: in estate, con il caldo torrido, il terriccio si asciuga in un lampo. Usare una spugna è come creare una riserva d’acqua pronta all’uso senza aspettare il prossimo annaffiamento.

La spugna assorbe e trattiene acqua, rilasciandola lentamente quando la terra si secca. Una sola spugna può trattenere fino a 20-27 volte il suo peso in acqua! È davvero un piccolo miracolo naturale nascosto alla vista sotto ai nostri vasi.

Il vantaggio? Meno stress per la pianta, meno rischio di marciume radicale e più ore di terra umida. Perché lasciare che le piante soffrano quando basta una spugna ben piazzata?

Come si mette la spugna nel vaso, passo dopo passo

Non serve essere esperti: si prende una spugna pulita, preferibilmente di cellulosa biodegradabile, e la si adagia sul fondo del vaso. La parte gialla verso l’alto, quella ruvida, aiuta a far aderire bene il terriccio.

Si copre la spugna con il terriccio, poi si mette la pianta e si compatta leggermente. Irrigare abbondantemente e voilà: la spugna fa il resto, garantendo un’umidità più costante.

Per vasi grandi o balconi lunghi, si può anche mettere la spugna in verticale, creando una sorta di “pozzo” di umidità che arriva alle radici più profonde. Un sistema semplice e geniale che rotola avanti dagli antichi fino ai giorni nostri!

Attenzione all’errore che rovina tutto: il ristagno d’acqua

L’idea è bellissima, ma non bisogna esagerare con l’acqua. Un vaso senza fori di drenaggio o annaffiato troppo trasforma la spugna da amica a nemica. Il ristagno d’acqua è la prima causa di problemi radicali e marciume.

Perciò, attenzione: la spugna funziona solo se il vaso permette all’acqua in eccesso di uscire. Se il fondo è chiuso o il terriccio troppo compatto, può essere un disastro. Meglio sempre verificare i buchi di drenaggio, anche se questo sembra un consiglio da giardiniere pignolo!

In più, non tutte le spugne sono uguali. Quelle sintetiche possono rilasciare sostanze chimiche nel terreno. La scelta migliore è una spugna naturale, di cellulosa, che si degrada senza inquinare.

Quali piante beneficiano davvero di questo trucco antico

Le piante che chiedono più acqua, tipo pomodori, zucchine e molte aromatiche, ringraziano. La spugna aiuta a mantenere una quantità d’acqua costante, evitando stress da siccità improvvisa anche nelle giornate più afose.

Le piante sospese, spesso battute dal vento e dal sole, ne guadagnano in longevità. Il basilico e la coriandolo, per esempio, non sfigurano quando si tratta di resistere meglio.

Chi invece coltiva cactus, succulente o lavanda dovrebbe pensarci due volte. Queste specie preferiscono terreni più secchi e soffrono se restano a lungo bagnate.

Il passato che non muore: l’arte di annaffiare con saggezza

La spugna è un piccolo segreto dal passato che torna di moda, a ragione! In un mondo dove l’acqua è un bene prezioso e le ondate di calore si fanno più frequenti, ogni aiuto conta.

L’industria ha anche inventato i vasi auto-irriganti, ma costano e non sempre fanno il miracolo. La spugna ci riesce con zero euro e tanta efficacia!

Ricordate, però, che la tecnica vecchia di 50 anni non sostituisce l’attenzione quotidiana. L’ecologia vera passa dal saper aspettare, osservare e capire cosa vuole una pianta, non solo da qualche trucco.

Source: trucmania.ouest-france.fr

Ciao! Sono Alberto Rossini, un appassionato di giardinaggio di 31 anni. Amo studiare le diverse specie di piante, fotografare la natura, cucinare con prodotti del mio orto, realizzare progetti fai-da-te per il giardino, viaggiare per scoprire nuovi giardini e condividere le mie conoscenze attraverso workshop e corsi.
Alberto
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Osserva prima, correggi dopo.

Terreno, luce e acqua spiegano la maggior parte dei problemi. Parti da lì prima di cambiare vaso, concime o trattamento.