Consigli di giardinaggio

Dal taccuino di Ortensie

Gli amanti del cicloturismo conquistano una sfida di 300 km su due ruote

Un gruppo di cicliste coraggiose ha trasformato una semplice passione in un’avventura di 300 chilometri tra le strade della Haute-Saône. […]

6 Giugno 2026 · 3 minuti di lettura

Un gruppo di cicliste coraggiose ha trasformato una semplice passione in un’avventura di 300 chilometri tra le strade della Haute-Saône. Senza l’ausilio di mezzi motorizzati, hanno pedalato in completa autonomia, dimostrando che il cicloturismo è molto più di uno sport: è un viaggio sostenibile e un vero stile di vita. Oltre alla sfida fisica, questa esperienza racconta di valori forti e di rispetto per l’ambiente.

Il giro di 300 km: un’impresa sostenibile firmata dal Cyclotourisme club di Dounoux

Sabato 30 maggio, un manipolo di otto donne ha affrontato una sfida niente male: una partita di 300 km in bici, divisa in cinque tappe da circa 60 km ciascuna. Il percorso si è snodato tra i paesaggi naturali della Haute-Saône, con partenza e arrivo direttamente da casa per ridurre l’impatto ambientale. Nessun supporto motorizzato, solo pedalate libere e tanta passione.

Le protagoniste, tutte appartenenti al Cyclotourisme club di Dounoux, hanno scelto questa formula da due anni ormai. Non si tratta di gare, ma di una vera e propria esperienza di autonomia, dove la volontà e la tenacia la fanno da padrone. Ed è proprio questo spirito che caratterizza il gruppo, composto di donne con età variabile e passioni diverse ma unite dal comune amore per il cicloturismo.

Un mix di passioni e una sfida fisica: 300 km tra natura e impegno

Ognuna delle partecipanti porta un bagaglio di interessi che spazia dal giardinaggio al tricot, dalla lettura al nuoto. Tutto questo si traduce in un approccio alla vita dove la perseveranza conta tanto quanto la forza fisica. Pedalare per circa 12 ore in totale autonomia richiede non solo resistenza ma anche disciplina e spirito di adattamento.

Durante una delle tappe più sentite, le cicliste hanno raggiunto Port-sur-Saône, tappa naturale nel loro itinerario sviluppato senza ricorrere a mezzi a motore. Un momento in cui la dimensione del viaggio si fa ancora più concreta e meno virtuale, una boccata d’aria fresca nella quotidianità spesso frenetica di oggi.

Perché il cicloturismo è più che una moda: un percorso di rispetto e ritorno alla lentezza

Non è solo il piacere di pedalare o di scoprire nuovi paesaggi. Il cicloturismo racconta di un modo diverso di vivere il territorio. I soci del club di Dounoux sono ben consapevoli della responsabilità che hanno come utenti delle strade: spesso denunciano comportamenti pericolosi, ma temono che manchi ancora rispetto vero tra i diversi attori della strada.

Questo tour di 300 chilometri vuole anche essere un messaggio chiaro: si può viaggiare a basso impatto, scegliendo la lentezza come forma di libertà e rigenerazione. Un invito a tutta la comunità per guardare oltre il traffico e l’inquinamento, approcciandosi alla mobilità in modo più sobrio e resiliente.

Un club, una comunità che va oltre la bicicletta

Il Cyclotourisme club di Dounoux non è nato ieri. Fondato nel 1984, è oggi un punto di riferimento per tutti quelli che hanno voglia di sfidare se stessi pedalando ma anche di condividere un cammino comune. I suoi membri hanno dai 45 agli 81 anni. Un bel mix di esperienza e freschezza, una squadra che scommette sull’autonomia, sul fare insieme e sul rispetto per la natura.

L’avventura di maggio non è che un tassello, ma qui si prova che correre verso il futuro non significa accelerare a tutti i costi. A volte basta salire in sella, lasciarsi andare e pedalare, lasciando che sia la natura a dettare il ritmo.

Source: jhm.fr

Ciao! Sono Alberto Rossini, un appassionato di giardinaggio di 31 anni. Amo studiare le diverse specie di piante, fotografare la natura, cucinare con prodotti del mio orto, realizzare progetti fai-da-te per il giardino, viaggiare per scoprire nuovi giardini e condividere le mie conoscenze attraverso workshop e corsi.
Alberto
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