A Bagnols-sur-Cèze, il Cada Bords du Rhône è più di un rifugio. Qui, per alcuni richiedenti asilo, il momento nel giardino è l’unica occasione per uscire, respirare, sentirsi vivi. Un piccolo spazio verde che restituisce dignità, libertà e socialità a chi spesso vive nell’attesa e nell’isolamento.
Il giardino condiviso, un’oasi di libertà per richiedenti asilo a Bagnols-sur-Cèze
Nel cuore del Cada Bords du Rhône, un orto fiorisce con frutta e verdura dal mondo intero. Radis, haricots, piments e pure gombo, importato da un ospite afghano, crescono su questa terra che diventa anche un terreno di scambio culturale. C’è chi usa il râteau con la precisione di un agricoltore esperto, chi, alla prima esperienza di giardinaggio, scopre la forza del prendersi cura.
Per molti ospiti, l’attività è ben più di un semplice passatempo: è l’unica vera uscita settimanale. Una boccata d’aria dopo mesi di attesa nelle stanze chiuse del centro. Quel pezzo di terra diventa un luogo dove le mani si muovono, la mente si libera e le barriere linguistiche si sciolgono con il sussurro delle piante che crescono.
Un supporto che cresce: i numeri e l’impegno del Cada Bords du Rhône
Il Cada ospita oggi circa 144 persone, tra cui 31 famiglie, sparse in 90 alloggi in diverse località. L’Afghanistan e la Repubblica Democratica del Congo sono i paesi più rappresentati, con quasi la metà degli ospiti provenienti da lì. Da troppo tempo però, molti sono in attesa di una risposta definitiva sulla loro domanda di asilo. Un’attesa che pesa e che spesso paralizza.
Ed è proprio questa inattività forzata che l’associazione Agir ABCD prova a spezzare, portando nel centro un progetto di orticoltura condivisa. Sotto la guida esperta di volontari come Chantal, ex agronoma, queste persone scoprono un modo diverso di imparare il francese e, soprattutto, un’occasione per ritrovare fiducia in se stessi.
Dal seme alla socialità: l’importanza del giardinaggio come terapia sociale
Non è solo del prodotto che si parla, ma di quello che nasce dentro chi si sporca le mani. Coltivare i propri ortaggi ridà un senso quotidiano dove spesso regna solo l’incertezza. Vedere crescere e maturare una pianta per molti è un modo tangibile di sentirsi protagonisti, non solo spettatori passivi di un destino indefinito.
Qui, ogni pomodoro, ogni pimento è una piccola vittoria contro l’isolamento. Alhaji, ragazzo sierra leone, lo conferma: il giardinaggio è la sua medicina contro l’apatia e la solitudine, un modo per dialogare senza parole e per creare legami con gli altri.
Tra cultura e integrazione: una festa per i dieci anni del Cada Bords du Rhône
Il Cada Bords du Rhône compie dieci anni e vuole festeggiare con una giornata che mette in luce la ricchezza culturale delle persone accolte. L’idea è di creare un evento dove ognuno porti un piatto, una danza o un abito tradizionale—una vera celebrazione dell’incontro e del rispetto reciproco.
Peccato però che la ricerca della sala adatta sia ostacolata da decisioni amministrative. Il rifiuto della sala multiculturale di Bagnols ha spiazzato l’organizzazione. Un segno, ancora una volta, di quanto sia complicato per queste persone trovare spazi di libertà e visibilità.
In un luogo dove per alcuni uscire significa solo baciare la terra, il giardino diventa simbolo di rinascita. Dal cuore della cittadina del Gard, un messaggio di speranza e una chiamata all’azione: basta lasciarli soli, perché una semplice attività possa cambiare una vita.
Source: www.midilibre.fr
- Stufo di annaffiare i tuoi vasi d’estate? Scopri le piante che prosperano nel secco – RTBF Actus - 21 Luglio 2026
- Papiro in casa: quanta acqua vuole davvero e quando le punte seccano - 21 Luglio 2026
- Avevo piantato queste 4 piante perenni ai bordi della mia terrazza per decorare: sollevando una lastra dopo due anni… - 21 Luglio 2026
Osserva prima, correggi dopo.
Terreno, luce e acqua spiegano la maggior parte dei problemi. Parti da lì prima di cambiare vaso, concime o trattamento.
